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martedì 4 agosto 2009

Le condizioni di Pato: «Giocare di più. E il contratto...»

Baltimora - Riecco Pato. Fre­sco sposo ( " Il nuovo Pato? Fra tre- quattro anni ci pensa Stefa­nie! " ) , campione inamovibile (" Tutti sono cedibili, tranne Pa­to " aveva perentoriamente sen­tenziato Galliani all'inizio del mercato), milanista non ancora del tutto convinto.
Nel senso che, a precisa domanda sul prolunga­mento e l'adeguamento dell'at­tuale contratto promesso da Gal­liani, ieri il " papero " è rimasto un po' troppo sul vago.
" No, non ho ancora firmato - ha detto - an­che perché per il momento non ho visto Galliani ma solo Leo e i miei compagni di squadra.
Del contratto non so nulla, ma lo fir­merò solo se converrà a me, al­la mia famiglia e al mio procura­tore e al Milan ".
Le ombre del Chelsea e di An­celotti sono sempre ben lunghe e distese sul giovane attaccante.
Insidiato, fino a poco tempo fa, da una vera e propria proposta indecente: 5 milioni ( attualmente ne prende 2) all'anno d'ingaggio per almeno altrettante stagioni con 40 milioni destinati al Milan.
Il quale, ovviamente, ha non ha ceduto alla tentazione di dar via anche Pato dopo il doloroso e controverso sacrificio di Kakà .
Ma di questo se ne riparlerà eventualmente solo nell'estate 2010, non prima.
Il temporale in­glese estivo, comunque, ha la­sciato qualche traccia del suo passaggio:
"Il mio futuro? é chia­ro: adesso sono qui al Milan.
So­no stato contento, però, di senti­re che Ancelotti mi voleva.
Ma ho un contratto che mi fa restare qui ".
L'attualità è di primaria impor­tanza anche perché domani a Bo­ston è in programma il derby.
" Mi alleno solo da tre giorni in­sieme alla squadra - ha garanti­to Pato - ma se Leonardo ha biso­gno ci sono, posso giocare ".
Pato, tentazioni inglesi a parte, è sem­brato decisamente più motivato di un anno fa:
" Non mi sento più responsabilizzato rispetto a pri­ma, ma sicuramente ho le idee chiare. Voglio giocare solo ed esclusivamente come seconda punta, a destra o sinistra non im­porta, e, soprattutto, voglio gio­care di più rispetto alla passata stagione ".
E se come prima pun­ta arrivasse Trezeguet?
" Io e i miei compagni saremmo felicis­simi di giocare con un grande campione come lui" .
Ancelotti avrebbe voluto farne un ariete d'area di rigore. Pato pretende di fare un passo indie­tro, definitivo:
" Io non ho la struttura fisica per poter giocare in quel modo, dentro l'area.
Dove rischio di pendere anche un sac­co di ' botte'. Quindi preferisco agire in maniera diversa dove penso di poter offrire un rendi­mento migliore ".
Non è più il Mi­lan di Kakà , ma quello di Pato e Ronaldinho. Basteranno gli altri due brasiliani a non far rimpian­gere Ricky?
" Lui ci ha portato a vincere tutto, ma noi vogliamo continuare su questa strada.
Io sono fiducioso in tal senso per­ché il nostro nuovo allenatore sta portando cose diverse all'interno della squadra. A proposito di ' Ro­nie' l'ho visto in grande forma, fi­nalmente è contento e felice ".
Pato ha un obiettivo ben preciso?
" Mi piacerebbe andare più avan­ti possibile in Champions Lea­gue, possibilmente segnando qualche gol. Due stagioni fa ho giocato solo le due gare negli ot­tavi contro l'Arsenal e non è an­data molto bene..."
fur.fed.
Corriere dello Sport Lunedì 27 Luglio 2009

giovedì 21 maggio 2009

Pato come mai non segni più?

Cosa sta succedendo a Pato?
"Niente di particolare. Sono stato un po' sfortunato e, soprattutto, infortunato. Per questo è da due mesi che non faccio gol."
Non è una bella situazione per un attac­cante.
"e chi l'ha detto? Io sono sicuro di essere molto utile alla mia squadra anche se non segno. Gioco, mi muovo, dialogo con i com­pagni sempre e solamente in funzione del collettivo."
Ma un gol già domenica prossima sareb­be fondamentale, c'è in palio la Champions League.
"Certo, mi piacerebbe tornare a segnare, a maggior ragione in una partita importan­te come quella contro la Roma, ma non è questo il mio cruccio.
É fondamentale vin­cere, non importa se con un mio gol."
Quanto le è mancata la Champions?
"é una competizione fondamentale nella carriera di un calciatore. Non vedo l'ora di rigiocarla, finora ho disputato le due partite degli ottavi di finale contro l'Arsenal nel­l'edizione precedente, e di vincerla magari insieme allo scudetto."
Non le sembra di chiedere un po' troppo?
"No, perchè? Questo Milan quando sta be­ne è capace di qualunque impresa. Sogno una grande finale, come quella di Roma fra Manchester e Barcellona."
Si sta per concludere la sua prima stagio­ne milanista a tempo pieno. Che bilancio può fare?
"Sostanzialmente positivo, anche se sicu­ramente ho ancora tanto da dare e anche da imparare."
Ha un obiettivo particolare?
"Vorrei diventare un titolare fisso, inso­stituibile, quando lo meriterò, perché quan­do questo avverrà vorrà dire che sarò diven­tato veramente un grande campione.
Sto la­vorando e mi sto impegnando per ottenere questo."
Vorrebbe diventare come?
"Come Maldini, un campione in senso as­soluto. Se è vero che Ronaldo è il mio idolo, il mio attaccante da imitare, Maldini rap­presenta l'esempio per qualsiasi giocatore."
Che cosa vorrebbe avere del capitano?
"La longevità agonistica, la professionali­tà, il senso di appartenenza, la passione e l'impegno che mette e che ha sempre mes­so anche in allenamento."
Il Milan dovrà imparare a fare a meno del capitano. Ma potrebbe sopportare anche la partenza di Kakà?
"Io non so cosa farà Ricky della sua car­riera. Ci sono ancora due mesi di tempo, poi vedremo. Certo, un altro Kakà non esiste. É insostituibile."
Maldini, invece?
"Qui mi sembra che il Milan sia già sulla buona strada. L'arrivo di Thiago Silva è una garanzia. Per me è fortissimo, non ci tengo a farmi marcare da lui, nemmeno in allena­mento ."
Quali sono le sue qualità?
"é molto forte fisicamente, veloce e abi­le nel gioco aereo. E poi ha un tiro fortissi­mo, farà anche qualche gol, ne sono sicuro."
Thiago Silva dovrebbe essere la più bella novità del Milan nel prossimo campionato di serie a. Secondo lei qual è stato il giova­ne più interessante di quello che sta per fi­nire?
"Sicuramente il giapponese Morimoto del Catania. Mi ricorda molto nelle movenze e per la...pelata il mio idolo Ronaldo. Infatti lo chiamano il Ronaldo giapponese. Morimoto è molto diverso da me perchè lui gioca più vicino all'area di rigore."
Balotelli, invece, sembra un po' una riedi­zione del dottor Jeckill e Mr. Hyde...
"sì, è vero. Lo conosco anche personal­mente e mi sembra, oltre che un ottimo at­taccante, anche un bravo ragazzo.
Solo che in campo dovrebbe essere più tranquillo, co­sì migliorerebbe sicuramente anche il suo rendimento."
L'interista soffre per i suoi limiti caratte­riali. Pato, forse, per quelli...territoriali. La metamorfosi in prima punta, come vorreb­be Ancelotti, non è ancora stata completata.
"é vero che devo migliorare e mi sembra di aver fatto importanti progressi. Non è fa­cile giocare come attaccante unico e puro, anche perchè i difensori del campionato ita­liano sono particolarmente aggressivi.
Pre­ferisco sempre giocare con un'altra punta di ruolo. Va benissimo Inzaghi che in area non ha eguali ma anche Kakà spostato più avan­ti è in grado di dare un grosso contributo."
a proposito di Ancelotti, ma se non do­vesse restare sulla panchina del Milan, Pa­to che preferenze avrebbe?
"Mi sono trovato molto bene con Ancelot­ti e con il suo staff. Tassotti e Galli sono sta­ti molto importanti per il mio inserimento qui al Milan e ancora oggi mi sono molto vi­cini.
Mi danno molti consigli. Mi correggo­no quando commetto degli errori. Se Ance­lotti dovesse lasciare, mi piacerebbe che re­stassero almeno loro."
Che cosa è mancato al Milan nei confron­ti dell'Inter?
"Anch'io sono d'accordo che noi, in realtà, non siamo meno forti dei nostri diretti riva­li. Il nostro unico, vero nemico è stata la sfortuna che si è manifestata in una incredi­bile catena di infortuni.
Senza questa pre­senza ingombrante il nostro campionato sa­rebbe stato molto diverso."
Ma non sono stati commessi errori?
" Sì, uno in particolar modo. Non siamo stati bravi a "
chiudere
" alcune partite dove eravamo in vantaggio e avremmo dovuto re­starci.
La più clamorosa ed emblematica è stata quella di Lecce."
La situazione personale di Ancelotti non è l'unica in bilico qui al Milan. Anche Ronal­dinho sembra fra color che sono sospesi, si­curamente ha deluso ed è deluso.
"e io, invece, invito tutti, anche i più scet­tici, a puntare su di lui. Dinho, nonostante non sia titolare, è tranquillo, sta bene, ha vo­glia di restare qui al Milan. Io sono convin­to che nella prossima stagione vedremo il suo vero volto, quello migliore e vincente."
Il Milan, comunque, è sempre più a tra­zione brasiliana.
"Noi brasiliani oltre ad avere il calcio nel sangue, ci impegnamo sempre al massimo. Diamo tutto, fin da quando siamo giovani, coltiviamo il sogno di venire a giocare in Eu­ropa, molti di noi sperano nell'Italia.
Sicura­mente abbiamo delle motivazioni molto for­ti e per questo riusciamo ad esprimerci sem­pre ad alto livello."
Quali brasiliani vorrebbe vedere, anche a medio-lungo termine, nel Milan o comun­que nel campionato italiano?
"Due miei amici dell'Internacional di Por­to Alegre: Taison, classe 1988, che è una se­conda punta e Tales, che non ha ancora ven­t'anni, che è un mediano molto efficace.
So­no due giovani di grande talento."
Non si può dire che lei abbia sofferto di saudade in questi due anni milanesi, anche se da qualche tempo si sente sicuramente meno solo e più a suo agio...
"sì, la mia fidanzata Stefanie è venuta a vi­vere con me in Italia. Penso di aver trovato, oltre che la squadra giusta, anche la donna giusta. Non c'è niente di sicuro ma, forse, potrebbe accadere qualcosa d'importante anche prima della fine dell'anno.
In effetti sto pensando di sposare Stefanie anche se sono ancora molto giovane. Ma quando si ha la certezza della donna che si ama non biso­gna avere dubbi."
Sembra più maturo e deciso di qualche tempo fa. Sta diventando anche più forte?
"sì, lo voglio dimostrare in tempi brevi, brevissimi. Attendo con grande fiducia le convocazioni di Dunga (sono previste per oggi; ndi) per i due impegni di qualificazio­ne ai Mondiali del 2010 (il 6 giugno a Mon­tevideo contro l'Uruguay, il 10 a Recife con­tro il Paraguay; ndi) che precederanno la Confederations Cup.
Finora non ho ancora segnato un solo gol nelle partite di qualifica­zione. E poi voglio essere un protagonista della Confederations Cup. Nel 2010 voglio esserci anch'io in Sudafrica."
Corriere dello Sport Giovedì 21 Maggio 2009

domenica 26 aprile 2009

Intervista ad Alexandre Pato

Sportweek racconta Alexandre Pato: quotidianità e sogni del brasiliano, in campo e fuori.
A cominciare dal matrimonio (con Stephany Brito, stella delle telenovelas brasiliane):
"Stiamo facendo progetti importanti. Lei mi raggiunge a Milano appena può. Stiamo insieme tutto il tempo."
Il prossimo viaggio:
"Spero di andare con Stephany a Parigi. Ne approfitterei per ritirare il Pallone d'Oro...
Insieme alla Champions League, è il mio sogno."
Stress:
"Non sono stressato. Alla mia età non avrebbe senso. Nel giocare a calcio provo lo stesso piacere di quando ero bambino."
Stracittadina:
"Alla vigilia di un derby non sono teso. Ascolto musica, gioco coi videogame, scherzo con Ronaldinho. Sono teso dopo la partita, se perdiamo."
Ambientamento:
"Non sono stupito del mio rendimento. Lavoro con il cuore e con la testa. Sono sempre stato sicuro di me, perchè faccio il meglio ogni giorno."
Sui rimproveri (a inizio stagione) di Ancelotti:
"Mi ha urlato qualche volta in allenamento. Aveva ragione. Noi brasiliani amiamo prendere la vita alla leggera, con allegria, così come il calcio. Ma, a certi livelli, non si può scherzare. Ho capito in fretta che, sul lavoro, la concentrazione è tutto. L'esempio di Maldini è stato importante."
Difficoltà:
"Una volta ho pensato di mollare, dopo una partita andata male. Sarei tornato a casa, a studiare."
Difensori italiani:
"Sono duri e cattivi. Nelle ultime partite mi sono arrabbiato tanto perchè mi fanno fallo in modo sistematico, mi trattengono per la maglia. Ma anche in Brasile era così."
Amico Balotelli:
"Ci sentiamo ogni tanto. Ma non siamo mai riusciti ad organizzare una cena."
Milan a vita:
"Non so. Sono molto giovane, sono qui solo da due anni... Sono contentissimo. Ho un contratto lungo e aspetto, sereno, quello che verrà."

Gazzetta dello Sport Domenica 26 Aprile 2009

giovedì 9 aprile 2009

Pato: 45 partite in Italia e 23 gol

45 partite in Italia e 23 gol. Hai sempre segnato nella tua carriera, ma questi hanno un sapore particolare
"Sono molto felice di fare gol per il Milan, sono contento di stare in Italia; a Milanello sto bene e voglio aiutare il Milan a tornare in Champions la prossima stagione."
Kakà ha appena dichiarato che Pato si sta avviando ad essere il più forte attaccante del mondo, una bella affermazione da parte sua
"Sono felice che lui dica questa cosa, sono molto contento di giocare insieme a lui perchè da Ricardo posso imparare tante cose per diventare un grande giocatore, un idolo qua al Milan."
Cosa hai provato, che sensazione hai avuto quando Kakà stava per andare via lo scorso gennaio e quando leggi ancora che non è sicuro che lui rimanga? é un problema che non vorresti avere?
"Mi sono spaventato, per tutto quello che dicono sui giornali, ma lui ha fatto una scelta di cuore restando qua al Milan che ormai è casa sua."
Noi diciamo spesso che c'è una diffrenza tra il Pato di fine dicembre e quello dei primi di gennaio, anche se sono passati solo 10 giorni.
Eppure quella rabbia dopo il gol con la Roma non l'avevamo mai vista, da lì si è capito che Pato non era solo un ragazzo bravissimo a fare gol, ma qualcosa in più. Anche a te e sembrato che qualcosa sia cambiato da quel gol?
"Io sono sempre lo stesso anche se ho un po' cambiato il mio modo di giocare, adesso punto molto di più l' uomo.
A parte questo sono sempre uguale: tranquillo, scherzoso, sorridente e sono molto contento della mia stagione fino ad oggi."
Il gol più bello di questi 23?
"Quello contro la Roma. Ho fatto un gol bellissimo ed ogni tanto me lo guardo volentieri su Internet."
Ed il gol più difficile da fare?
"Sicuramente quello contro la Fiorentina, è stato diffile anche perchè ero pressato da due difensori."
Si è parlato di un Kerrison del Palmeiras molto bravo, potrebbe venire al Milan?
"Ci ho giocato insieme in nazionale, è fortissimo, lo aspettiamo a braccia aperte."
Quale è il difensore che ti ha impresionato di più?
"Santacroce del Napoli, anche se mi ha fatto arrabbiare."
e chi ti ha fatto più male?
"Ancora Santacroce, mi ha fatto molto male al ginocchio."
Tu vuoi che Ancelotti rimanga?
"é un allenatore che mi ha aiutato e mi aiuta quotidianamente, deve restare qua, noi siamo felici con lui."
Perchè Dunga ti preferisce Robinho? Tu saresti dovunque titolare
"Sono contento di essere convocato, sto lavorando per diventare titolare, ma rispetto sia Robinho che Luis fabiano che giocano al mio posto.
Se faccio bene nel Milan a breve sarò titolare anche in nazionale."
Può il Brasile vincere i Mondiali?
"Il Brasile è fortissimo, può vincere tutto."
Beckham e Dinho due grandi giocatori. Come li hai visti ultimamente e cosa rappresentano per te
"David l'ho conosciuto qua, è molto bravo, rido spesso con lui ed è un ottimo amico.
Dinho è sempre lo stesso: felice e sorridente, è un grande amico."
Pallone d'oro, Champions League, quali sono i tuoi obiettivi futuri?
"Tutto, voglio vincere tutto!"
Sport Mediaset Giovedì 9 Aprile 2009

sabato 14 febbraio 2009

Il Milan più forte dell'Inter

"Sono sicuro che possiamo vincere lo scudetto."
Ci crede, Pato. Anche se il Milan ha ridato due punti all'Inter nell'ultimo weekend pareggiando con la Reggina. Per l'attaccante brasiliano non è il momento di mollare:


"L'importante - dice in un'intervista sul numero del Guerin Sportivo in edicola domani - è non lasciare più per strada punti facili.
Il mio sogno resta quello di segnare il gol decisivo all'ultima giornata contro la Fiorentina. L'Inter è una squadra attrezzata, ma il Milan è più forte. Se seguiamo quello che dice Ancelotti, possiamo ancora farcela."
Beckham - Beckham valore aggiunto:
"È molto bravo e molto professionale. In questo ambiente si cresce bene e sono felice di sapere che ho un contratto lunghissimo con il Milan."

domenica 11 gennaio 2009

Pato verso Roma - Milan

Alla ripresa del campionato e` subito Roma-Milan, Pato e` sicuro che `Sara` un bellissimo match tra due grandi squadre`.
Il giovanissimo rossonero non ha dubbi, cosi` come sa quello che vuole dal suo personalissimo 2009 calcistico: `Sono contento del mio 2008, ma per il prossimo anno voglio e devo fare ancora di piu`` ha annunciato durante un`intervista concessa a Sky.
Nello stesso frangente Pato ha avuto modo di parlare anche di che impressioni ha avuto in questi primi giorni di lavoro gomito a gomito con David Beckham.
`Per come l'ho visto allenarsi e giocare, e` fortissimo, non solo in campo, ma anche fuori. Per me e` un grande piacere allenarmi. Sono contento di essere suo compagno di squadra. È bravissimo, e` forte, puo` fare molto per il Milan`. Con l`arrivo del centrocampista inglese i rossoneri sono pieni di stelle di prima categoria. Una rosa che porta giustamente ad ambire ai piu` alti traguardi, come infatti non manca di confessare lo stesso giocatore`Dobbiamo vincere questo scudetto.
L'Inter e` forte, ma anche noi lo siamo e mancano ancora molte partite per sapere chi vincera` lo scudetto`.
I nerazzurri sono avvisati.

da datasport.it
Domenica 11 Gennaio 2009

martedì 23 dicembre 2008

Pato nelle parole di Ancelotti e Sacchi

Pato grandi numeri, è solo l'inizio. Già record: 15 gol in Serie a, 6 in questo campionato. Negli ultimi 60 anni nessuno ha segnato tanto alla sua età (19 anni). Il 'Papero' sta studiando da prima punta e in area è sempre decisivo. Ancelotti pignolo: "a volte mi fa arrabbiare".

(Gazzetta dello Sport)

Sorride il Milan, il brasiliano può diventare un fuoriclasse. Pato ultimo fenomeno. Ha chiuso il primo anno in Italia con 17 gol, meglio di tutte le stelle della storia recente della Serie a.
a 19 anni solo il giovane interista Meazza segnò di più: 33 reti in 37 partite. Sacchi: "Ha potenzialità enormi".
(Corriere della Sera)
Martedì 23 Dicembre 2008

sabato 13 dicembre 2008

Pato: alla prima contro la Juventus

Alexandre Pato, dopo aver saltato le sfide dell'anno scorso, domani sera giocherà la sua prima Juve-Milan...
"So che è una partita importante. Loro sono forti, aggressivi, hanno grandi attaccanti e un giocatore davanti come Amauri che può dare tanto fastidio alla nostra difesa.
So­no sicuro che faranno di tutto per vincere in casa loro, ma sono altrettanto certo che noi torneremo a Milano con i tre punti."
Chi vince sarà l'unica anti-Inter?
"No, assolutamente. Mancano ancora troppe partite."
Chi è più bravo a battere le punizioni, Ronaldinho o Del Piero?
"Da vicino ho visto solo Ronaldinho, però in tv ho visto i 250 gol di Del Piero e devo dire che sulle punizioni è davvero bravo...
Domenica vedremo chi è il migliore."
Del Piero è arrivato alla Juve a 18 an­ni, la sua stessa età al momento di ap­prodare in rossonero. Le piacerebbe fare come il bianconero e diventare una bandiera del Milan?
"Io sono un professionista, ma ho solo 19 anni.
Non so cosa accadrà in futuro, ora so­no del Milan, fra dieci anni chissà...."
Lei, Giovinco, Balotelli, Hamsik. Siete voi le stelle del futuro?
"Tutti in Italia parlano di futuro... Io gioco adesso, io sono il presente, non il futuro. Se fossi il futuro, questa intervista la dovrem­mo fare fra 10 anni."
Sogna sempre il Pallone d'Oro?
"Certo, è il mio obiettivo, ma credo che lo sia di qualsiasi calciatore.
Ci pensate al trio brasiliano composto da tre Palloni d'O­ro? ."
da Tutto Sport Sabato 13 Dicembre 2008

lunedì 8 dicembre 2008

Pato e l'idolo Ronaldo

"Aver giocato al fianco di Ronaldo è un'esperienza che mi porterò per sempre nel cuore. Quando ero bambino e giocavo a pallone con gli amici ripetevo fino all'ossessione 'Io sono Ronaldo, io sono Ronaldo'.
Indossavo la maglia del mio idolo. Spero di ripetere una carriera come la sua."
Alexandre Rodrigues Da Silva, detto Pato, lo ha confessato in una lunga intervista al sito della Fifa, in cui il giovane talento del Milan ha ricordato il suo approccio con il calcio fino all'approdo alla corte di Carlo Ancelotti.
la Scelta - Pato ha ricordato i motivi per cui ha scelto il Milan, rifiutando le offerte di Inter, Chelsea e Real Madrid.
"La mia scelta è stata condizionata dalla mia famiglia e dal mio agente. Quando poi ho annunciato la mia scelta, mio padre e mia madre mi hanno dato la loro benedizione: parti tranquillamente, mi hanno detto, farai una grande carriera."
2008 - Pato incornicia il suo 2008:
"a gennaio ho esordito segnando al Napoli e ho realizzato 9 gol (in 18 presenze, ndr) nel campionato scorso e 3 in quello in corso.
Sono davvero soddisfatto; inoltre giorno dopo giorno sono cresciuto professionalmente."
Aiutato nel compito dalla folta rappresentanza brasiliana.
"Adesso spero di andare il più lontano possibile in Coppa Uefa e di conquistare un posto nella prossima Champions League."
la Famiglia - Tra i vari passaggi dell'intervista, Pato ricorda la parentesi più drammatica della sua vita: quando a dieci anni gli fu diagnosticato un tumore.
"Fu davvero doloroso. Ho subito un intervento chirurgico e cure molto pesanti. É stata dura, ma questo momento cruciale mi ha cresciuto e l'amore della mia famiglia è stato fondamentale."
Oggi tutto è cambiato:
"Voglio vincere tutto e, soprattutto, ho un sogno da realizzare: diventare campione del mondo con il Brasile."
Magari lasciando il segno come fece Ronaldo, il suo idolo, nel 2002 in Giappone e Corea. Magari inventando un gesto tecnico, come il "doppio passo" del Fenomeno o "l'elastico" di Ronaldinho.
"Giocando con Dinho - è la risposta - probabilmente troverò la giusta ispirazione."
Una pausa e un'idea:
"Forse quello che mi caratterizza di più: dribbla velocemente."
g.des.
dalla Gazzetta dello Sport Lunedì 8 Dicembre 2008

venerdì 26 settembre 2008

Verso Milan Inter con obiettivi chiari!


Roma, 26 settembre - Ancelotti lo aveva sgridato chiedendogli più impegno: lui ha risposto con tre gol in tre gare.
E ora si racconta: Alexandre Rodrigues da Silva, per tutti Pato, vuole battere l'Inter per regalarsi un sogno: «Vinco il derby e mi compro un'isola, il sogno della mia vita».
Patinho, così ribatezzato dai tifosi milanisti, ha le idee chiare sulla sua vita, anche extra-calcistica.
Vuole sposare la fidanzata Stephanie e avere con lei almeno quattro figli. Altro che «bamboccione»! Il giovane Pato non è un ragazzino viziato. Abituato a vivere lontano dalla famiglia dall'età di 11 anni, il «papero» si è confessato alla vigilia del suo primo derby da titolare.
Quello del 4 maggio l'aveva visto subentrare e il Milan vinse per 2-1 con reti di Inzaghi e Kakà. Questa volta sarà il punto di forza dell'attacco rossonero e farà di tutto per lasciare il primo, importante sigillo della sua eccezionale avventura milanista.
. Ecco un estratto dell'intervista. Pato è tornato: tre gol in tre partite: «Pato c'è sempre stato: dov'ero fini­to? Bastava pazientare un po'.
Abbia­mo accusato molti infortuni. La squa­dra è cresciuta con il passare del tem­po. Anch'io ne ho tratto molti benefi­ci». Quali sono i giovani talenti italiani che Pato ammira di più? «Paloschi secondo me diventerà un grande attaccante.
Mi piace molto an­che Giovinco. Balotelli è molto forte. Anche la sua storia di vita vissuta è bella, avvincente». Ma come si fa a diventare Pato? «Bisogna avere la gioia di vivere e di giocare a calcio. Quando ero bimbo era l'unico svago che avevo. Non pote­vo permettermi altro».

giovedì 4 settembre 2008

Buon Milan-compleanno Pato!

Mercoledì 3 Settembre ha festeggiato il secondo compleanno con i colori rossoneri, il ragazzino prodigio sbarcato ad agosto 2007 e subito in rete con la Dinamo Kiev nella prima amichevole ufficiale con la maglia del Milan.
Dopo una stagione costellata di grandi emozioni ad ogni debutto, nel club come in Nazionale, Pato è sempre più convinto di trovarsi nell'ambiente giusto per la sua carriera e il suo futuro: «Mercoledì 3 Settembre ho compiuto 19 anni, un giorno importante- ha detto a Milan Channel- Sono molto contento perchè ho festeggiato qui in Italia con il Milan e ancora più felice perchè gioco in una grande squadra e mi sento in una grande famiglia».

Il miglior regalo per i suoi 19 anni? Sicuramente i tre punti da prendere contro il Genoa.
Alexandre Rodrigues da Silva è sicuro che la debacle contro il Bologna sia stata solo un piccolo incidente di percorso dal quale il suo Milan si riprenderà già a partire dalla prossima giornata:
«Ringrazio tutti i tifosi che mi hanno fatto gli auguri per il compleanno e dico loro che siamo dispiaciuti per la sconfitta contro il Bologna, ma è stata solo la prima partita.
Ce ne sarannno tante altre, il campionato è ancora molto lungo e io sono convinto che questo Milan possa fare bene: adesso pensiamo a lavorare in questi giorni, ci possiamo preparare ed allenare bene. Contro il Genoa dobbiamo assolutamente vincere»
.

venerdì 9 maggio 2008

Pato nel post derby su Olimpiadi e Calciomercato

Il Corriere dello Sport pubblica un'intervista al fenomeno brasiliano, Pato prima parla dei suoi primi mesi in rossonero e del derby vinto contro l'Inter:
"Sono felice di giocare nel Milan, panchina o titolare va bene comunque, è anche vero che in questo momento Kakà e Inzaghi stanno facendo cose straordinarie. Giocare il derby e` stata un'esperienza particolare ci tenevo a entrare, anche se dalla panchina. Ancelotti mi ha rimproverato? Capita a tutti di fare degli errori".
poi di Pechino 2008, dell'assenza all'Olimpiade del compagno di squadra e nazionale Kakà, di Ronaldinho e Balotelli
"Vorrà dire che, se il Brasile vincerà, gli farò vedere la medaglia a Milanello ... Dunga? Gli ho parlato dopo la gara con la Svezia; avremo modo di conoscerci meglio; Ronaldinho è un fenomeno, chiaro che mi piacerebbe giocare con lui. Come con Giovinco, Bojan e Giovani. Balotelli? Mi sembra bravo sia dentro che fuori dal campo".

Abbiamo raccolto anche altre dichiarazioni di Pato in giro per internet:
"Se devo scegliere tre giovani dal grande futuro, penso subito a Bojan e Giovani del Barcellona ma in serie A sono rimasto colpito da Giovinco, che gioca nell'Empoli. Gli altri due non andranno alle Olimpiadi ma lui ci sarà con l'Italia e sono sicuro che sarà tra le stelle. Insieme a me, mi auguro...".
Dopo l'ennesimo morto, il nostro no alla violenza nel calcio firma anche tu il post basta alla violenza nel calcio!

giovedì 1 maggio 2008

Pato per Pechino 2008

Dopo l'infortunio agli adduttori, lo schema ad albero di Natale tanto caro ad Ancelotti e l'esplosione di Inzaghi hanno messo a riposo Pato, che nell'ultimo incontro non è nemmeno entrato benchè completamente ristabilito; ciò, tuttavia, non ha diminuito le ambizioni del ragazzo come è giusto che sia, infatti, Alexandre ha dichiarato in un'intervista alla radio brasiliana Lance:
"Voglio giocare tutte le partite della nazionale brasiliana. Ma soprattutto voglio andare a Pechino e vincere l'oro ai Giochi.
Voglio vincere anche con il Milan, conquistare il Mondiale con il Brasile e diventare il miglior giocatore del mondo".

Certo l'ambizione non gli fa difetto!

Dopo l'ennesimo morto, il nostro no alla violenza nel calcio firma anche tu il post basta alla violenza nel calcio!

venerdì 11 aprile 2008

Pato a 360°

Una lunga intervista a Pato a cura de ilGiornale.it:
Firma maglie e scarpe color arancione davanti alle telecamere di Al Jazeera e tiene in pugno un pacchetto di biscotti. Alexandre Rodrigues da Silva detto Pato è ancora un ragazzino che vive beato la propria condizione e cresce a vista d’occhio: di sicuro 3 cm in più e molti muscoli che spuntano dietro le spalle, oltre a quei gol fioriti sul prato di Nazionale e Milan.

Pato, scusi la curiosità, ma è vero che prima del Cagliari è rimasto vittima di un allenamento sbagliato?
«Mi hanno riferito di questa storia che non sta in piedi. Mercoledì scorso ho lavorato sodo, sono andato a letto e al mattino dopo mi sono svegliato con un dolore all’adduttore. Non capisco cosa avrei sbagliato».

Sabato a Torino ci sarà contro la Juve?
«Avverto ancora un po’ di fastidio nel calciare e la pioggia non mi aiuta. Ma voglio giocare».

Dopo 100 giorni di Milan, che giudizio ha del calcio italiano?
«Sembra quasi un altro sport rispetto al Brasile. Qui è impossibile andare con la palla al piede verso la porta, bisogna saltare per evitare gli interventi duri che aumentano nettamente quando gioco fuori casa. Per non prendere colpi, mi libero subito della palla».

Ha debuttato col gol in canna ovunque tranne che in Champions: c’è una spiegazione?
«Avrei potuto e dovuto fare meglio contro l’Arsenal, io e tutto il Milan. Sono uscito molto triste dall’eliminazione».

Scolari sostiene che non si può definire Pato un fuoriclasse...
«E ha ragione lui. Devo ancora salire la scala, superare tanti esami, prima di poter ambire a un giudizio del genere. Voglio diventarlo un giorno, dipende solo da me».

In giro c’è qualche altro Pato?
«Paloschi è bravissimo, io e lui ci intendiamo senza mai aver giocato prima insieme. Ho visto Balotelli: è molto forte, si vede che ha voglia di dare spettacolo, di divertire il pubblico. Gli altri sono nomi noti: Marcelo del Real, Anderson del Manchester, Bojan e Jeovani del Barcellona, Lucas del Liverpool».

Cosa è successo al Milan negli ultimi tempi?«Nessuno può parlare male di questo Milan: è ancora il club campione del mondo. Questa fase negativa è destinata a passare, ci vogliono pazienza e fiducia. Non si può vincere sempre».

Sette gol in 14 partite: è soddisfatto?
«Soddisfatto? No, sono felicissimo. È la prima volta che metto piede nel Milan, è la prima volta che gioco nel calcio italiano, è tutto nuovo, diverso, sto studiando e imparo ogni giorno a conoscere i miei compagni. Perchè giocare è diverso, completamente diverso, dall’allenamento».

Cosa ha provato la sera dell’infortunio a Ronaldo?
«Un colpo al cuore. Ronie era il mio idolo da bambino. Arrivato, qui al Milan, ho pensato: ecco finalmente giocherò insieme con lui. E invece il destino ci ha voltato le spalle. Due apparizioni, contro Napoli e a Udine, e poi basta. Prima che partisse per Parigi l’ho incoraggiato a tornare. Non può finire così la sua storia».

Ronaldinho vicino al Milan: cosa ne pensa?
«Se arrivasse bisognerebbe far festa. È un grandissimo, sarà possibile divertirsi anche se c’è in giro gente che ne parla senza conoscerlo bene».

Dicono che sia uno scansafatiche...
«Ma chi lo dice? Lui lavora a Barcellona, bisognerebbe controllarlo tutti i giorni prima di pronunciarsi. E poi quest’anno è stato tormentato dagli infortuni. Come persona, infine, è eccezionale: me lo ripetono tutti i brasiliani che ho incontrato».

A Milanello ha fatto qualche scoperta?
«Sì, Gattuso. Chi lo vede giocare in tv, se lo immagina un duro, con quel ghigno da combattente sul volto. E invece, in privato, e durante gli allenamenti, è un gran burlone, molto divertente».

Ancelotti giura: di Pato avete visto solo il 30%. Dobbiamo fidarci?
«Ho un grande vantaggio qui al Milan: non c’è niente che mi condizioni, che possa diminuire il mio rendimento. Lavoro in allegria, faccio solo fatica nelle sedute tattiche. Sono qui per vincere e per diventare un titolare del Milan».

A Pechino vuole esserci?
«La mia risposta è sì. Non ne ho parlato con Dunga, il ct: è una questione delicata di cui devono discutere Milan e Nazionale. Io voglio giocare per l’una e per l’altra squadra. Si mettano d’accordo loro. In Nazionale sono arrivato, alla mia età, non per un regalo ma perchè ho giocato nel Milan».

Cosa sa della Juventus?
«Me ne ha parlato Emerson, che ha giocato a Torino. È una delle squadre storiche del calcio italiano e mondiale. So anche che è difficile fare gol a Buffon, mi hanno detto che l’ultima volta, a Torino, è successo a Seedorf, nel 2004».

Passiamo al privato: soffre di nostalgia?
«Zero. Grazie alla tecnologia, posso collegarmi con la mia famiglia: uso la web cam. Altrimenti sarebbero casini».

Con Stefany, la fidanzata, come va?
«Vedo che sono tutti interessati alla mia storia d’amore. È vero che sono stato con lei a Parigi e che le ho regalato un anello di fidanzamento».

Dopo l'ennesimo morto, il nostro no alla violenza nel calcio firma anche tu il post basta alla violenza nel calcio!

mercoledì 26 marzo 2008

In edicola da Venerdì lo speciale Sportmediaset: Fenomeno Pato - Presente e futuro del Milan

Da venerdì 28 marzo sarà in edicola uno speciale dedicato ad Alexandre Pato. Ecco la comunicazione dal sito Sportmediaset.it
Diciott'anni e mezzo bastano per scrivere una storia già piena di storie, avvincente, farcita di cose belle, proiettata verso sogni grandi? Nel caso di Alexandre Rodrigues da Silva, conosciuto al mondo come Pato, sono più che sufficienti, anzi: c'è tanto da svelare su questo ragazzo che ha già preso nelle sue mani il destino prossimo venturo del Milan. A raccontare vita, gol e sentimenti del "Papero" ci ha pensato Enzo Palladini, che ha redatto e curato per Sport Mediaset lo speciale intitolato "Fenomeno Pato - Presente e futuro del Milan".

Sessantaquattro pagine, inframezzate da due grandi poster, per scoprire tutto sul ragazzo d'oro del Paranà, partito dalla cittadina che gli ha regalato il soprannome (Pato Branco) e arrivato nel centro di Milano, già amato dalla gente rossonera grazie ai gol, al talento, ma anche grazie alla modestia, alla simpatia, alla estrema semplicità che sta caratterizzando i suoi primi passi da star del calcio mondiale. In mezzo, tanti aneddoti e retroscena, come quelli relativi al suo mancato approdo all' Inter.
Gustosi contorni alla Pato-story, la prefazione di Carlo Pellegatti e le appendici dedicate all'altro piccolo fenomeno milanista Paloschi, alla generazione di campioncini coetanei di Pato in esplosione in varie parti del mondo e ai brasiliani che segnano o hanno segnato la gloriosa storia del Milan.
Allora? ti piace questo sito su Alexandre Pato detto il Papero? Sei un suo tifoso o tifosa? Perchè non scrivi anche tu le tue osservazioni e le tue notizie? Basta farne richiesta lasciando una mail fra i commenti della pagina: contatti e messaggi

sabato 15 marzo 2008

Intervista ad Alexandre Pato per Milan Channel

Alexandre Pato in una recente intervista ricorda i giorni in cui avrebbe dovuto scegliere la squadra in cui militare in Europa abbandonando il suo Brasile.
C'erano già diverse offerte per lui da società di prestigio ma la scelta della maglia rossonera del Milan, a quanto dichiarato a Milan Channel, fu puttosto semplice:
"Non ho avuto molti dubbi, ho parlato con mio papà, con le persone che mi sono vicine, e ho scelto il Milan perché è una grande squadra, una società seria, tutti mi hanno detto che non avrei trovato posto migliore. E poi ci sono tanti brasiliani. Per me il Milan è una famiglia, è una casa, ci sono tante persone che mi danno serenità e traquillità".
Poi, il talento carioca parla del rapporto nello spogliatoio con gli "anziani" ed i connazionali:
"Cafu è sempre con me, mi parla, mi dà consigli, è un punto di riferimento per i brasiliani che arrivano al Milan. I giocatori brasiliani del Milan sono grandi esempi per me, da Ronaldo a Emerson, da Dida a Cafu, da Kakà a Serginho: hanno vinto molto, con il Milan, con la Nazionale, li ammiro molto".
Qualche accenno anche per la Nazionale del Brasile con la convocazione di Dunga per la prossima sfida in amichevole contro la Svezia a Londra il 26 marzo:
"Io sono brasiliano e per me giocare con la maglia della Nazionale è molto importante. Sono contento per la convocazione e felice che ci sia anche Kakà".
Infine solita affermazioe da bravo ragazzo, con dichiarazione di concreta umiltà
"Ho ancora molto da migliorare, e ogni giorno lavoro per questo. Cerco di essere tranquillo in campo e fuori, e cerco di fare la cosa migliore per me e per la squadra".
Certe volte, ma forse è solo una mia impressione, certe interviste sembrano già scritte, già sentite, tante belle parole e buonismo, vi dirò certe volte mi manca Cantona, o la schiettezza di Vialli e Di Canio, o la rudezza di Vieri quando dichiarò ai giornalisti:
"Sono più uomo io, che tutti voi messi insieme"
Insomma almeno era autentico, certe interviste sono fotocopie, ne prendi una cambi nome del protegonista, squadra di riferimento e particolari a contorno e ottiemi una nuova intervista ... economia del giornalismo, ma anche delle idee di chi cura i rapporti con la stampa di queste società.

E tu cosa ne pensi? Stiamo aspettando i tuoi commenti qui sotto, è semplice e veloce, dai non farti pregare!

giovedì 31 gennaio 2008

Pato Berlusconi e il Milan

Ecco alcuni passi dell'intervista rilasciata il 30 gennaio 2008 da Pato al sito cattolico papanews.it
"Silvio Berlusconi è una persona straordinaria che sa conquistare e motivare tutti. Devo tutto a Dio e al Milan. Qui mi trovo bene davvero, la società è favolosa, i tifosi anche, il tecnico mi mette a mio agio: non mi posso davvero lamentare. Tuttavia non mi sembra il caso di montarmi la testa. Sono giovane, ho ancora tanto da imparare e da apprendere. Finora il Signore non mi ha fatto mancare il suo sostegno, per me è incoraggiante".

E riguardo al passato e al Brasile e alla miseria in cui una parte della nazione vive
"ci penso, eccome se ci penso. E perciò cerco di vivere con ancora maggiore entusiasmo e responsabilità quanto di bello mi sta accadendo. A proposito: ho l'obbligo morale di ringraziare gli osservatori del Milan e quel galantuomo che è il presidente Berlusconi. (Insieme ai tifosi n.d.r) il loro affetto mi sembra indispensabile, penso che assieme e in armonia potremo percorrere molta strada".