Intervista ad Alexandre Pato

Sportweek racconta Alexandre Pato: quotidianità e sogni del brasiliano, in campo e fuori.
A cominciare dal matrimonio (con Stephany Brito, stella delle telenovelas brasiliane):
"Stiamo facendo progetti importanti. Lei mi raggiunge a Milano appena può. Stiamo insieme tutto il tempo."
Il prossimo viaggio:
"Spero di andare con Stephany a Parigi. Ne approfitterei per ritirare il Pallone d'Oro...
Insieme alla Champions League, è il mio sogno."
Stress:
"Non sono stressato. Alla mia età non avrebbe senso. Nel giocare a calcio provo lo stesso piacere di quando ero bambino."
Stracittadina:
"Alla vigilia di un derby non sono teso. Ascolto musica, gioco coi videogame, scherzo con Ronaldinho. Sono teso dopo la partita, se perdiamo."
Ambientamento:
"Non sono stupito del mio rendimento. Lavoro con il cuore e con la testa. Sono sempre stato sicuro di me, perchè faccio il meglio ogni giorno."
Sui rimproveri (a inizio stagione) di Ancelotti:
"Mi ha urlato qualche volta in allenamento. Aveva ragione. Noi brasiliani amiamo prendere la vita alla leggera, con allegria, così come il calcio. Ma, a certi livelli, non si può scherzare. Ho capito in fretta che, sul lavoro, la concentrazione è tutto. L'esempio di Maldini è stato importante."
Difficoltà:
"Una volta ho pensato di mollare, dopo una partita andata male. Sarei tornato a casa, a studiare."
Difensori italiani:
"Sono duri e cattivi. Nelle ultime partite mi sono arrabbiato tanto perchè mi fanno fallo in modo sistematico, mi trattengono per la maglia. Ma anche in Brasile era così."
Amico Balotelli:
"Ci sentiamo ogni tanto. Ma non siamo mai riusciti ad organizzare una cena."
Milan a vita:
"Non so. Sono molto giovane, sono qui solo da due anni... Sono contentissimo. Ho un contratto lungo e aspetto, sereno, quello che verrà."

Gazzetta dello Sport Domenica 26 Aprile 2009


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