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venerdì 31 ottobre 2008

Pato verso Milan Napoli

Nella serata in cui il Milan sorpassa l'Inter, San Siro vede per la prima volta il vero Emerson, uscito tra gli applausi dello stadio in piedi:
"Fa piacere quando uno stadio così importante ti applaude, sono molto contento, è stato bello, i tifosi mi hanno regalato un'emozione molto grande.
Li ringrazio perché l'anno scorso non sono riuscito a esprimermi al meglio, non per colpa mia, perché ero infortunato"
, dice il Puma.
"e' un buon momento per me, mi metto sempre a disposizione dell'allenatore. Sono riuscito a giocare tre partite di fila ed era tanto tempo che non mi succedeva. Uno cerca sempre di essere al 100 per cento e io cerco di arrivarci. Ma il fatto che adesso stia giocando bene, non significa che non possa ancora migliorare. Posso fare ancora meglio."
Il centrocampista brasiliano non vuole sentire parlare di missione compiuta per il sorpasso all'Inter:
"Il nostro obiettivo è lo scudetto e domenica sera abbiamo una grande partita con il Napoli."
La squadra partenopea evoca bei ricordi per Pato, strepitoso al debutto italiano contro i campani a gennaio:
"Con il Napoli è la mia partita, possiamo fare bene, e sono contento per la prestazione di Emerson, è un mio amico."

martedì 2 settembre 2008

Pato? Troppi attaccanti al Milan

Tra i sette attaccanti a disposizione di Ancelotti, in quanti andranno via a gennaio per manifesta impossibilità di giocare? Nessuna, replica indignata la corte rossonera, qui c'è posto per tutti. Nel borsino dei potenziali partenti gli indiziati sono Borriello e Pato, precipitato in un solo anno dal ruolo di messia a quello di comparsa. Ma nella Disneyland del pallone, dove non c'è spazio per le storie senza lieto fine, regna un ottimismo che sconfina nell'euforia. Chi si azzarda a ricordare che nella prima giornata di campionato il Milan ha perso in casa col Bologna è un guastafeste e un menagramo.
"Ronaldinho è stato favoloso, si è confermato un campione straordinario e la squadra è stata sfortunata. Ancelotti? E' già abbastanza grassottello, e comunque di panettoni ne ha già mangiati tanti", ha ribadito Berlusconi incoraggiando la nuova utopia: schierare in contemporanea quattro attaccanti, tra i quali possibilmente i tre Palloni d'oro Kakà, Ronaldinho e Shevchenko dimostrando che si può vincere e mandare in visibilio la folla, offrendole circensi a iosa anche con la tattica più ardita della storia del calcio italiano. In verità parevano utopie pure la rivoluzione di Sacchi e l'esperimento ancelottiano di Pirlo regista arretrato, ma questa volta l'azzardo pare molto più evidente e gli esiti assai dubbi.
Qualche addio a gennaio tra le punte appare inevitabile. La situazione più delicata è quella di Pato, che oggi festeggia mogio i suoi 19 anni. Annunciato un anno fa come il più nitido talento del calcio mondiale e strappato alla concorrenza per 22 milioni di euro, il bimbo prodigio ha finora centellinato la sua classe e si è un po' smarrito di fronte alla concorrenza interna e ad una certa anarchia tattica. Il fallimento alle Olimpiadi e la solitudine nella casa di San Siro hanno accentuato il disagio del giovanissimo campione, investito di troppe responsabilità. Ora ha tre mesi di tempo per reagire, prima che il Milan, dopo aver tanto investito su di lui, prenda in considerazione l'idea di un prestito.
La spaventosa concorrenza e la personalità di veterani come Seedorf e Inzaghi non permettono pause, se n'è accorto anche Borriello, reduce dalla notevole annata al Genoa. Un'operazione al ginocchio lo ha spedito all'ultimo posto della graduatoria, tra i magnifici sette. L'unico ad avere il posto sicuro è ovviamente Kakà, convalescente dall'infiammazione al tendine. Il Milan lo aspetta con ansia. Ma lui, corteggiatissimo dal Chelsea a suon di sterline e col miraggio della Champions, aspetterà che il Milan, insieme alla scommessa tattica berlusconiana, vinca qualche partita in più dello scorso sciagurato campionato?

dalla Repubblica

lunedì 19 maggio 2008

Milan - Udinese 4-1 con Pato la partita cambia

C'è voluto l'ingresso di Alexandre perchè il Milan avesse ragione di un Udinese che non si rassegnava a fare la parte della comparsa sul palcoscenico di San Siro. Inzaghi e Kakà questa volta non riuscivano a concludere ed allora Ancelotti si è ricordato del ragazzo che in 18 partite ufficiali, nemmeno tutte giocate per 90 minuti, gli ha regalato 9 reti e i risultati si sono subito visti, gol dopo meno di due minuti.
Per datasport.it la pagella del brasiliano sorride:
Pato 7.5 Uomo partita. Entra ad inizio ripresa, realizza il gol del pareggio e da` la scossa ai compagni. Spettacolare il tiro a girare che si stampa sulla traversa ad Handanovic battuto.

Non grandissima gioia per la vittoria, come ovvio, visto che il Milan non si qualifica per la Champions League e dovrà accontentarsi della coppa UEFA.
Ecco alcune dichiarazioni tratte da un articolo sul Corrieredellosport.it
MILANO, 18 maggio - Dispiacere, rammarico, forte rimpianto. Sono questi i termini più utilizzati in casa Milan dopo il convincente successo casalingo per 4-1 contro l'Udinese, che però - causa la concomitante vittoria della Fiorentina a Torino -, per i rossoneri significa soltanto qualificazione alla prossima Coppa Uefa. «Abbiamo pagato molto l'andata, spiega un Carlo Ancelotti piuttosto abbacchiato, abbiamo fatto troppo poco nella prima parte della stagione e non abbiamo praticamente mai vinto. Il girone di ritorno invece per noi è stato buono».

PATO CI HA DATO FORZA - «Oggi nel primo tempo occorreva tutt'altro tipo di atteggiamento, molto più deciso – continua l’analisi - con l'ingresso di Pato nel secondo, che tra l'altro ha fatto gol subito, la squadra ha avuto più equilibrio».

PUNTEREMO A VINCERE LA UEFA - È impossibile però, a stagione ormai terminata, non parlare di futuro. E allora Ancelotti spiega che il prossimo anno «Cercheremo di onorare tutti gli obiettivi, il primo dei quali sarà il campionato, ma senza sottovalutare la Coppa Uefa che può essere uno stimolo importante, visto che questa squadra non l'ha mai vinta. E sarò io a guidare il Milan, non ho dubbi su questo»

GALLIANI TRISTE - Adriano Galliani però rivela che un pensierino alla Champions l’aveva fatta: «La Fiorentina continuava a non segnare: a quel punto una speranziella c'era».

CI RAFFORZEREMO - D'accordo sul fatto che la qualificazione Champions è stata compromessa all'andata, Galliani spiega come «Al Milan non smantelliamo, anzi ci rafforzeremo. Per noi la Coppa Uefa vale meno del campionato, e già da ora sto pensando a che giocatori chiamare per rinforzare la squadra. Oltre a Flamini arriveranno sicuramente un grande attaccante e un grande difensore: ci saranno almeno 7-8 nuovi innesti, non possiamo arrivare tre anni di fila a venti punti dall'Inter».

INZAGHI, 100 GOL IN ROSSONERO - Filippo Inzaghi, arrivato a cento gol in maglia Milan, sperava di festeggiare in un altro modo: «Mi spiace perché mi sarebbe piaciuto festeggiarli in un altro modo - spiega l'attaccante -, comunque sono al Milan dal 2001 e quell'anno giocavamo in Uefa, poi si è visto dove siamo arrivati». Anche secondo Seedorf «adesso bisogna costruire con nuovi giocatori e nuovi stimoli», mentre da Ancelotti arrivano i ringraziamenti e il primo commiato ai due veterani in partenza, Cafu e Serginho.

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mercoledì 26 marzo 2008

In edicola da Venerdì lo speciale Sportmediaset: Fenomeno Pato - Presente e futuro del Milan

Da venerdì 28 marzo sarà in edicola uno speciale dedicato ad Alexandre Pato. Ecco la comunicazione dal sito Sportmediaset.it
Diciott'anni e mezzo bastano per scrivere una storia già piena di storie, avvincente, farcita di cose belle, proiettata verso sogni grandi? Nel caso di Alexandre Rodrigues da Silva, conosciuto al mondo come Pato, sono più che sufficienti, anzi: c'è tanto da svelare su questo ragazzo che ha già preso nelle sue mani il destino prossimo venturo del Milan. A raccontare vita, gol e sentimenti del "Papero" ci ha pensato Enzo Palladini, che ha redatto e curato per Sport Mediaset lo speciale intitolato "Fenomeno Pato - Presente e futuro del Milan".

Sessantaquattro pagine, inframezzate da due grandi poster, per scoprire tutto sul ragazzo d'oro del Paranà, partito dalla cittadina che gli ha regalato il soprannome (Pato Branco) e arrivato nel centro di Milano, già amato dalla gente rossonera grazie ai gol, al talento, ma anche grazie alla modestia, alla simpatia, alla estrema semplicità che sta caratterizzando i suoi primi passi da star del calcio mondiale. In mezzo, tanti aneddoti e retroscena, come quelli relativi al suo mancato approdo all' Inter.
Gustosi contorni alla Pato-story, la prefazione di Carlo Pellegatti e le appendici dedicate all'altro piccolo fenomeno milanista Paloschi, alla generazione di campioncini coetanei di Pato in esplosione in varie parti del mondo e ai brasiliani che segnano o hanno segnato la gloriosa storia del Milan.
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giovedì 20 marzo 2008

Milan Sampdoria 1-2 Video sintesi

La sensazione è che il Milan e Pato insieme con esso, siano stanchi, non tanto fisicamente, perchè sarebbe quasi eresia parlare di stanchezza fisica per atleti strapagati e strallenati, quanto mentale. Non a caso il gol della speranza di ieri sera arriva per merito del più fresco della compagnia rossonera, Paloschi, unica nota lieta in una serata molto grigia.
L'obiettivo della Champions League è tuttavia sempre possibile considerando la corsa del gambero che le tre principali pretendenti stanno mettendo in scena, infatti, la Fiorentina è andata a perdere sul campo del Napoli e la Juventus non è riuscita ad andare oltre un pareggio sul campo del derelitto Empoli che veniva da ben quattro sconfitte consecutive.
Non c'è da stare tranquilli per chi è avanti se non riesce a passare sul campo di una delle squadre più in difficoltà del periodo e nemmeno per chi è dietro se invece di recuperare punti si perdono incontri in casa,verificando poi come gli effetti taumaturgici dell'innesto di Pato e della sostituzione Kalac - Dida abbiano ormai esaurito il loro efetto.
Ecco la video sintesi della parita Milan - Sampdoria del 19 marzo 2008 terminata con la sconfitta dei rossoneri a San Siro; di Pato c'è veramente poco da vedere, sintomo che quella di ieri non è stata certo una delle sue migliori prestazioni.

Hai un sito dedicato al Milan o in genere al calcio o ad un calciatore in particolare? Ti piacerebbe inserire il tuo link nella pagina delle nostre risorse? Inserisci un link nel tuo sito e scrivi in un commento qui in che pagina lo hai inserito, in breve ti inseriremo anche noi nel nostro elenco!

lunedì 17 marzo 2008

Pelè Seedorf Kakà e Totti parlano di un papero ... ma non un papero qualsiaisi

Un mix di recenti dichiarazioni su Pato di alcuni fra protagonisti del calcio mondiale, gente che di Calcio insomma, scritto non a caso con la C maiuscola, ne può parlare di diritto.
Cominciamo con Clarence Seedorf, campione olandese del Milan e quindi compagno di squadra del gioiello brasiliano:
“E’ un talento fantastico, e lo possono vedere tutti. Noi lo sapevamo già prima. Mi sono sempre prodigato molto nel calmare l’ambiente intorno a lui, non perché non voglio che lui si esalti. Io spero che lui faccia ancora dieci gol da qui alla fine del campionato. Guarda cosa è successo con Adriano.
Ha ventidue anni era diventato l’imperatore dell’Inter, ma Adriano non aveva le capacità mentali e morali per essere il leader dell’Inter.
Era un leader dentro il campo per le su doti tecniche. Lo ha fatto passare come leader dell’Inter e guarda dov’è finito adesso”.
Continuiamo con Edison Arantes do Nascimento il mitico Pelè, O'Rei come sempre non le manda a dire:
"Ha caratteristiche particolari. Per diventare un crac, però, deve migliorare ancora molto, soprattutto sul colpo di testa, che non è granché".
E rimaniamo in Brasile o meglio nella colonia brasiliana di stanza a Milanello con un altro compagno di squadra del Papero, il pallone d'oro 2007 Kakà:
"Pato è un giocatore molto forte. Ha un futuro stupendo e un talento incredibile, ma per fare questi pronostici dobbiamo aspettare un attimo (n.d.r. alla domanda se Pato è destinato a diventare il fenomeno del primo decennio del 2000)".
Chiudiamo con un avversario di rango, Francesco Totti:
"Pato ha dimostrato di essere un grande talento, un grande giocatore; è ancora giovane, deve dimostrare tantissimo, però penso che possa diventare un grande fenomeno anche lui, come Ronaldo"
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domenica 17 febbraio 2008

Pato sulla via della guarigione: pronto per l'Arsenal

Kaparo forse definitivamente in cantina, da custodire accanto ai bei ricordi, a causa del grave infortunio di Ronaldo, ovviamente i nostri auguri di una pronta guarigione al fenomeno brasiliano, così sfortunato nella sua carriera costellata di infortuni.
Contemporaneamente Pato lavora al recupero del suo infortunio alla caviglia sinistra che, fortunatamente, si è rivelato meno grave di quanto l'uscita in barella avesse fatto presagire inizialmente.
Lo staff medico del Milan, senza accelerare i tempi, ma anche vista la carenza di attaccanti per la Champions dovrebbe confermare all'allenatore Carlo Ancelotti la disponibilità del papero per la gara di mercoledì sera a Londra contro l'Arsenal.
Ecco alcune delle dichiarazioni rilasciate da Alexandre negli ultimi giorni:
"Voglio tornare in campo il prima possibile: per questo sto facendo tutto quello che i preparatori mi consigliano e la caviglia va meglio. Ronaldo? Lui è il Fenomeno e tutto il mondo è con lui: speriamo che torni presto in campo".
"Ronie è un grande fenomeno e questa lesione che ha avuto dispiace a tutti. Sia i brasiliani del Milan che tutto il resto della squadra ed i tifosi sono con lui, sperando che torni il più veloce possibile per giocare tutti insieme".
"Sto facendo fisioterapia e tutto il lavoro necessario per tornare presto. Il pensiero di giocare la Champions mi affascina, sto lavorando per ritornare il più velocemente possibile. La caviglia con il lavoro che sto facendo sta bene e penso che al mio ritorno sarò più veloce".

mercoledì 13 febbraio 2008

KaPaRo out PaPa in

Nell'attesa del rientro di Alexandre dall'infortunio, il nuovo nome sotto i riflettori in casa rossonera è quello di Paloschi autore della rete decisiva nell'ultimo incontro.
E ormai travolti da una febbre di grande cretività letteraria i giornalisti si sono lanciati nella creazione della sigla che andrà, secondo le loro infallibili previsioni, ad occupare la linea d'attacco milanista: Paloschi - Pato ovvero PaPa, con tanti saluti al KaPaRo.
A parte far notare che Paloschi è alla prima rete e che tanti campioncini in erba si sono poi persi nella crescita, cosa che non gli auguriamo certamente, vorremmo chiedere:
ma che fine farebbe l'attuale pallone d'oro, nonchè miglior giocatore del 2007 Kakà?
Panchina? Cari giornalisti ...
Linea verde
Baby boom, volti nuovi e talenti purissimi sulla ribalta internazionale. Scopriamoli. Non solo Pato. C`e` una generazione di fenomeni che cambierà il calcio.
Gazzetta dello Sport

Raccogliendo qualche dichiarazione degli addetti ai lavori troviamo
Filippo Galli che prevede il duo rossonero dicendo:
"Per caratteristiche sono complementari Paloschi è una prima punta, può persino fare reparto da solo, mentre Pato è un attaccante di movimento che predilige partire dall’esterno.
La maggiore abilità tecnica di Paloschi è la difesa della palla, mentre devono essere migliorati l’uso del sinistro e il colpo di testa. Fisicamente Alberto è strutturato bene, benché sia ancora in fase di formazione. Soprattutto è un ragazzo straordinario: ha una gran voglia d’imparare, assorbe tutto. Prima, non aveva il senso del gol che ha ora: l’ha sviluppato lavorando".

E intanto a Milanello Ancelotti nella conferenza in vista dell'incontro contro il Livorno conferma l'assenza sia di Pato che di Kakà.
Rientrerà Gattuso, così come Gila, dopo la squalifica scontata domenica. Per il resto, abbiamo da valutare chi ha giocato domenica. Probabilmente non ci sarà Nesta che non ha recuperato dai problemi alla schiena e Maldini, al quale potrei dare un turno di riposo.
Pirlo e Ambrosini stanno bene, hanno recuperato e saranno disponibili. Pato è un po' più indietro rispetto a Kakà. Ricky ci sarà contro il Parma. Ronaldo? E' un problema di condizione, non fisico. C'è la possbilità di farlo lavorare bene questa settimana e riproporlo sabato contro il Parma.
Gattuso sta bene, ha recuperato molto velocemente, grazie alla grande applicazione che ha avuto nel sottoporsi alle cure. Lui è particolare anche in questo, è un grande professionista.
Seedorf sta bene, ha smaltito l'infortunio alla caviglia. Gourcuff? Domani potrebbe essere un'occasione anche per lui.

Se Inzaghi manifesta difficoltà nel recupero, Paloschi giocherà dall'inizio. Altrimenti partirà dalla panchina e giocherà Inzaghi. Pippo con Gila? E' una possibilità, al limite metteremo un semaforo! (scherza e ride ndr).
Paloschi è molto giovane, come Pato, rispetto al brasiliano ha ancora la possibilità di formarsi e crescere. Pato è già fisicamente formato. Alberto resterà sicuramente l'anno prossimo, l'intenzione è di inserirlo nella rosa della prima squadra. Ero commosso dopo il suo gol? E'successo qualcosa di incredibile, a volte il calcio riserva queste emozioni e sorprese inaspettate per tutti. Speravamo nel gol ma che poi realmente succedesse è stata una grande sorpresa. Valorizzare di più i giovani? Kakà e Pato sono diventati subito titolari. Al Milan per giocare devi essere molto bravo. Per Paloschi è diverso, deve crescere, acquisire personalità e conoscenze, ci vuole maggiore cautela.

I giovani danno entusiasmo, li vedo attenti. Nel caso di Pato e Paloschi, mi sembrano molto maturi e posati, senza il pericolo di facili entusiasmi. Il Milan è una squadra che riesce ad inserire nella maniera migliore qualsiasi tipo di età. Non viene fatto pesare a nessuno l'inserimento. Si crea un rapporto normale tra compagni di squadra, anche tra i più giovani e i più esperti.

Con l'arrivo di Camolese, il Livorno ha cambiato marcia, è risalito in classifica, ha ritrovato la vena realizzatrice di Tavano. E' una formazione in salute, come lo era il Siena. Anche gli amaranto hanno giocato domenica. Da un punto di vista di ritmo, penso che avremo meno difficoltà dell'ultima gara, dove abbiamo trovato problemi legati alla lunga inattività di tanti giocatori che rientravano dopo infortuni. E' importante averli recuperati, ci saranno utili da qui in avanti'.

La squadra sta facendo bene, perchè sta valutando bene il momento. Domani la consideriamo una grande occasione. Da quando abbiamo ricominciato, abbiamo fatto di più a livello di punti di quanto potevamo pensare, abbiamo vinto quasi sempre. Domani abbiamo la grande chance di tornare al quarto posto.

Arbitri? Fanno degli errori, perchè arbitrare non è semplice. Hanno fatto sbagli nei confronti di tutti. Non c'è sudditanza.
Più errori a favore dell'Inter? Casualità. Il ricorso del Catania su Materazzi? E' una cosa da chiedere al club, ma è già successo che un giocatore non sta bene mercoledì e recupera domenica.

Ronaldo? Domenica non era nella forma migliore per giocare, se avessi avuto altre possibilità non l'avrei mandato in campo.
Paloschi dal primo minuto mi sembrava eccessivo, per non caricarlo troppo. Domenica ho apprezzato la voglia di Ronie di dare una mano, nonostante non fosse in condizione ottimale. Se Ronaldo trova le condizioni ottimali, il contratto gli sarà rinnovato. Ha problemi legati alla condizione, che non è riuscito a trovare a causa dei numerosi infortuni.
Abbiamo passato un periodo di emergenza e lo siamo ancora. Adesso Inzaghi ha recuperato, Kakà e Pato lo faranno nel giro di una settimana. Possiamo permetterci di non avere Ronaldo nella miglior forma.

Ritornare quarti potrebbe essere un vantaggio, ma sappiamo che la lotta continuerà fino alla fine, ci confrontiamo con grandi avversarie.
Il ritiro a Dubai ci ha fatto bene, è stato un periodo importante, soprattutto per chi come noi non ha possibilità di lavorare durante la settimana, se pensiamo che da qui a maggio avremo sole due settimane libere di lavoro, dal 9 al 16 marzo e dal 13 al 20 aprile, abbiamo poco tempo per sviluppare un certo lavoro di carattere fisico e tecnico tattico.
Fai fatica ad allenarti, da ogni punto di vista.
da www.acmilan.com

sabato 26 gennaio 2008

Milan - Genoa il Kaparo si smonta

Malgrado le buone dichiarazione di intenti, di riproporre l'attacco brasiliano KaPaRo, Kakà Ronaldo Pato, supportato da Seedorf, Pirlo e Gattuso, Ancelotti sarà costretto a ripiegare sul più tradizionale schema ad albero di Natale.
Questo per un problema muscolare di Ronaldo, che, infatti non figura nemmeno nella lista dei convocati; quindi tutte le speranze del Pallone d'oro Kakà, che in settimana aveva perorato la causa della prima linea brasiliana come "più divertente" sono risultate vane.
Poche, almeno per i bene informati, anche le speranze di vedere Gilardino dal primo minuto accanto a Pato, come a significare che i due attaccanti più Kakà, nei pensieri di Ancelotti sono solamente i tre brasiliani, Inzaghi e Gilardino, invece vanno inseriti in uno schema tattico differente.
Parlando del momento di Pato il tecnico ha inoltre detto:
"Pato credo che abbia bisogno di giocare e continuare a trovare sintonia con il resto della squadra. Credo che ora sia giusto farlo scendere ancora in campo. Contro l'Atalanta ha sbagliato un gol, come può succedere agli attaccanti, ma non credo che per questo vada considerato in fase calante".

martedì 22 gennaio 2008

Il futuro di Pato secondo Giampaolo Ormezzano

Segnaliamo infine un bell'articolo di Giampaolo Ormezzano edito da Famiglia Cristiana
PIÙ AQUILA CHE PAPERO

Alla sua età il grandissimo Pelé prometteva più di quel che dava. Lui sembra già perfetto, veloce e coraggioso. Ed è pure un bravo ragazzo.
Proviamo a scrivere qualcosa di non entusiastico, non encomiastico, non sublimemente ed esclusivamente positivo sul calciatore Alexandre Rodrigues da Silva detto Pato, attaccante brasiliano di 18 anni e mezzo, passato dall’Internacional di Porto Alegre al Milan per 22 milioni di euro, con un compenso annuale, per cinque anni, di 2 milioni di euro, che gol e gioco indicizzeranno verso l’alto. Proviamo, è difficile ma bisogna farlo, per lui che ha il diritto di non patire un’eccessiva zavorra di attese e pretese, per noi che abbiamo il diritto di non essere i primi frastornatori di noi stessi.

Pato ha esordito in campionato contro il Napoli, ha segnato un gol splendido, ha regalato passaggi perfetti, ha insomma giocato benissimo, provvedendo fra l’altro a propiziare il rilancio del redivivo Ronaldo, reduce da incidenti fisici e contorsioni psicologiche, Ronaldo il Fenomeno, di cui si è ovviamente proclamato devoto ammiratore oltre che servitore in campo.

Proviamo a dire che forse Pato non ha davanti uno strepitoso avvenire, per la semplice ragione che frequenta, possiede, gestisce già un grande presente. In altre parole appare – alto 1,79 per 71 chili e ragazzo serio, misurato di modi tanto quanto esplosivo di scatti e aggressività però soltanto calcistica – un giocatore già rifinito, un campione già compiuto. Personalmente ricordiamo Pelé alla sua età: era ancora naïf, elementare, talora anche incerto, era più quel che prometteva di quel che dava, quel che faceva intravedere di quel che ammollava. Pelé è un fonema: vuol dire secondo alcuni, in un vetero dialetto del suo Brasile minerario, "venticello leggero"; in prospettiva un tifone, un uragano, come è stato. Pato vuol dire "papero", da Pato Branco (bianco), il paesello del nostro, che però appare già come un rapace, persino più aquila aggressiva che condor volteggiante.

Pelé aveva dei margini di miglioramento, insomma: Pato sembra non averli, ma nel senso che gioca già perfettamente bene, con normalissima facilità. Saltando quarant’anni, ecco un altro fenomeno, Lionel Messi, argentino del Barcellona: si è imposto proprio alla Pato, tutti hanno detto che sarebbe diventato Maradona; sono passate due stagioni e a 21 anni e mezzo è sempre Messi. Grande, si capisce, ma non – non ancora, e se non ora, quando? – immenso.

Pato è arrivato in Italia con papà e mamma, ha giocato (poco) in amichevole, al primo incontro ufficiale, il 13 gennaio 2008, ha propiziato per il Milan il primo successo casalingo della stagione, 5 a 2 sul Napoli.

Ha rischiato con coraggio un calcio in testa in occasione di un gol di Ronaldo, ha conosciuto le prime rudezze dei nostri difensori, ha eseguito scatti fantastici, forse ha patito, in chiave di prossima inevitabile e positivamente sfruttabile rivalità, il modo con cui Kakà prende possesso di tutto il campo, segnandolo con la sua corsa.

Pato che porta la macchinetta per i denti sorride poco, quasi soltanto alla fidanzata che si chiama Sthefany, ha la sua età, fa la showgirl televisiva in Brasile, cena col suo ragazzino e con tutti i genitori, di lei e di lui, convocabili, per ora tutori, prossimamente procuratori del duo Beckham brasiliano. Flirt, quello fra i due ragazzini, di un biancore esemplare. Il giovanotto nero Pelé sedusse mulatte e nere e come prima moglie si prese una bianca quasi austera, professoressa di tedesco.

A metà fra Pelé non monogamo ma non troppo farfallone e Ronaldo con tutte le sue mogli e amanti, ecco Pato ed ecco Kakà, religiosissimo e approdato vergine al matrimonio: due che sembrano quasi quasi troppo emblematici, didascalici per essere tutti veri.

La colonia brasiliana del Milan – cioè anche Dida, Cafu, Serginho, Emerson, Digao fratello di Kakà e forse decisivo per il sì del fratellissimo a farsi rossonero a vita nel club generoso anche con il baby di famiglia – offre di tutto, sul piano umano e non solo tecnico-agonistico.

Se Pato sarà bene difeso contro la saudade e intanto aiutato a reggere la pressione mediatica, l’opulenza economica, il mondo intero che gli strizza l’occhio, il Milan avrà fatto un altro acquisto del secolo, dopo quello di Kakà (mica avete pensato a quello di Ronaldo?).

lunedì 21 gennaio 2008

Udinese - Milan 0-1 Gennaio 2008

Diversi i commenti sulla partita giocata al Friuli, dove un arbitraggio incerto, bisogna ammetterlo, e un eccesso di presunzione di Obodo deciso a driblare tutta la squadra del Milan come nemmeno il miglior Garrincha si sognava di fare, hanno regalato ai rossoneri tre punti pesanti, anzi pesantissimi sulla via della qualificazione alla Champions League.
Giustamente il giocatore più festeggiato dall'allenatore Ancelotti e dalla dirigenza è quel Gilardino che, malgrado la breve apparizione ha segnato la rete decisiva:
"Gilardino è stato molto bravo ad aspettare il suo momento, non è mai stato accantonato; è aumentata la concorrenza, lui l'ha gestita molto bene. Oggi, quando c'è stato bisogno, è stato decisivo. Gilardino ha sofferto in modo positivo l'arrivo di Pato e il ritorno di Ronaldo. Avrà il suo spazio, abbiamo fiducia. Una grande squadra ha bisogno di grandi attaccanti, lui lo è. Ci sono periodi in cui si gioca meno, ma bisogna sempre essere decisivi. Oggi Gilardino in 8 minuti ha fatto di più di Pato e Ronaldo.
E' stata una bella partita, L'Udinese è una squadra molto vivace e temibile, il Milan a tratti ha fatto bene, a tratti ha giocato molto lento. E' stata una bella partita, tutti e due volevamo vincere, alla fine ci siamo riusciti noi con un pizzico di fortuna in più".
Ai giornalisti Alberto Gilardino ha poi confermato l'importanza del gol e ha parlato della situazione che vive oggi al Milan, quasi oscurato dietro l'attacco brasiliano KaPaRo.
"Il gol di oggi per me ha un significato importante perchè sono entrato e ho regalato i tre punti alla squadra, e questa è la cosa più importante. Si è parlato tanto di me, ma è normale. Quando non si gioca non si può essere contenti al 100%, un giocatore come me avrebbe voglia sempre di giocare ma lo so benissimo che qui c'è una sana concorrenza con giocatori fortissimi come Ronaldo, Pato e Pippo. Ci sono anch'io e spero di giocare sempre e di fare bene come oggi."
Galliani invece si sofferma sulla densa serie di impegni che attende il Milan fino a marzo.
"Adesso abbiamo un calendario fitto e abbiamo bisogno di due giocatori bravissimi per ruolo, sta all’allenatore farli ruotare. Gila è importante quanto Ronie, Pato e Inzaghi. Ci sarà spazio, come è logico che sia giocando ogni tre giorni".

Poche le sufficienze nelle pagelle del Lunedì per Pato che non ha certo brillato al Friuli, anche se l'azione del gol lo ha visto ugualmente partecipe.

venerdì 18 gennaio 2008

Kaparo o Ka-pa-ro o ancora Ka-Pa-Ro o KaPaRo

Non si fa in tempo a inventare una sigla che viene subito catalogata in Wikipedia, (vedi qui) anche se attualmente è in corso una proposta di cancellazione della voce.
Ma la domanda è come dovremmo scriverlo?
Kaparo? Ka-pa-ro? Ka-Pa-Ro? KaPaRo?
Il terzetto è quello ovviamente formato dai tre brasiliani del Milan Kakà, Pato e Ronaldo, ma, in tutta sincerità, non è che il suono di questa parola sia così piacevole.
Forse lo diventerà con l'uso e con l'assuefazione, con i dolci ricordi che spero si legeranno al trio delle meraviglie ma ... devo ammettere che rimpiango un po'la semplicità e l'efficacia di un nome che ha identificato un altro terzetto calcistico:
MaGiCa formato da Maradona Giordano e Careca.

Voi che ne dite? Qual'è la forma che vi piace di più oppure avete altri suggerimenti per definire l'attacco brasiliano del Milan? Scrivetelo nei commenti di questo post.

giovedì 17 gennaio 2008

Pato: il giudizio di Gattuso

Gennaro Gattuso, campione del mondo con l'Italia, e campione di club con il Milan, non uno qualsiasi quindi, campione vero di grinta e personalità spende parole importanti per Pato durante l'intervista rilasciata a Sky:
"E' un gran campione, un giocatore che ha 18 anni e può scrivere la storia del Milan. Mi è dispiaciuto moltissimo non giocare Milan-Napoli, perchè devo dire che vederlo giocare ti emoziona. Al di là del giocatore, dei colpi, perchè ne ha fatti vedere tantissimi, penso che abbia un tiro incredibile, che ancora nessuno ha visto perchè ha tirato pochissimo. Ha un'esecuzione pazzesca quando tira, carica subito, gli partono delle mine incredibili.
Il fatto che mi ha colpito di più è che ha 18 anni, l'umiltà che ha, il ragazzo per bene che è, mi è sembrato di vedere Kakà quando è arrivato. Deve ancora imparare l'italiano. Prima gli facciamo imparare l'italiano, poi qualche parola in calabrese la imparerà anche lui'',