Pato? Troppi attaccanti al Milan

Tra i sette attaccanti a disposizione di Ancelotti, in quanti andranno via a gennaio per manifesta impossibilità di giocare? Nessuna, replica indignata la corte rossonera, qui c'è posto per tutti. Nel borsino dei potenziali partenti gli indiziati sono Borriello e Pato, precipitato in un solo anno dal ruolo di messia a quello di comparsa. Ma nella Disneyland del pallone, dove non c'è spazio per le storie senza lieto fine, regna un ottimismo che sconfina nell'euforia. Chi si azzarda a ricordare che nella prima giornata di campionato il Milan ha perso in casa col Bologna è un guastafeste e un menagramo.
"Ronaldinho è stato favoloso, si è confermato un campione straordinario e la squadra è stata sfortunata. Ancelotti? E' già abbastanza grassottello, e comunque di panettoni ne ha già mangiati tanti", ha ribadito Berlusconi incoraggiando la nuova utopia: schierare in contemporanea quattro attaccanti, tra i quali possibilmente i tre Palloni d'oro Kakà, Ronaldinho e Shevchenko dimostrando che si può vincere e mandare in visibilio la folla, offrendole circensi a iosa anche con la tattica più ardita della storia del calcio italiano. In verità parevano utopie pure la rivoluzione di Sacchi e l'esperimento ancelottiano di Pirlo regista arretrato, ma questa volta l'azzardo pare molto più evidente e gli esiti assai dubbi.
Qualche addio a gennaio tra le punte appare inevitabile. La situazione più delicata è quella di Pato, che oggi festeggia mogio i suoi 19 anni. Annunciato un anno fa come il più nitido talento del calcio mondiale e strappato alla concorrenza per 22 milioni di euro, il bimbo prodigio ha finora centellinato la sua classe e si è un po' smarrito di fronte alla concorrenza interna e ad una certa anarchia tattica. Il fallimento alle Olimpiadi e la solitudine nella casa di San Siro hanno accentuato il disagio del giovanissimo campione, investito di troppe responsabilità. Ora ha tre mesi di tempo per reagire, prima che il Milan, dopo aver tanto investito su di lui, prenda in considerazione l'idea di un prestito.
La spaventosa concorrenza e la personalità di veterani come Seedorf e Inzaghi non permettono pause, se n'è accorto anche Borriello, reduce dalla notevole annata al Genoa. Un'operazione al ginocchio lo ha spedito all'ultimo posto della graduatoria, tra i magnifici sette. L'unico ad avere il posto sicuro è ovviamente Kakà, convalescente dall'infiammazione al tendine. Il Milan lo aspetta con ansia. Ma lui, corteggiatissimo dal Chelsea a suon di sterline e col miraggio della Champions, aspetterà che il Milan, insieme alla scommessa tattica berlusconiana, vinca qualche partita in più dello scorso sciagurato campionato?

dalla Repubblica


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