Salvate il soldato Pato. L'allarme è stato lanciato ieri dal di­retto interessato che, confessandosi ai microfoni di "Milan Channel", ha manifestato un evidente malessere per un atteggiamento reiterato che gli viene riproposto da tutti i suoi marcatori.
"Tutti i difensori in que­sto periodo sono cattivi con me - ha accusato Pato - e non mi lasciano fa­re la giocata che mi piace di più e che mi riesce meglio: andare via in veloci­tà.
I difensori entra­no subito su di me, sulle mie caviglie, non cercano la palla. Gli arbitri non fi­schiano, io non so co­sa devo fare di diver­so perchè gli arbitri mi fischino qualche fallo a favore.
Contro la Samp, ho anche preso una botta in faccia (da Gastaldello; ndr)... ."
Per questo motivo il giovane attac­cante milanista ha invocato la pre­senza di un compagno di reparto al suo fianco:
"Quando si gioca contro quattro difensori, è importante per me avere un altro attaccante vicino che mi aiuti a trovare spazio.
In due davanti è più facile, si gioca meglio."
Comunque la stagione di Pato fino a questo momento è da considerare più che positiva:
"Diciannove gol (12 in campionato, 3 in Coppa Uefa, 2 in amichevole e altrettanti in Naziona­le; ndr) sono tanti.
Devo confessare che spesso vado su 'Youtube' e me li riguardo. Sono felice perchè sento i tifosi del Milan che urlano il mio no­me. Tutto questo è molto bello."
a proposito di difensori, Pato ha avuto in Maldini e Kaladze (purtrop­po adesso il georgiano è gravemen­te infortunato) due...avversari dav­vero temibili:
"In allenamento sono bravissimi, fanno paura quando par­tono per venire a prendermi la pal­la.
Sono loro quelli più difficili che ho affrontato. Inzaghi e Shevchenko mi aiutano molto per imparare i se­greti della fase offensiva."
Pato qui al Milan finora ha avuto paura solo in un'occasione:
"a gennaio ho pen­sato che se Kakà fosse andato via sarebbe stato per noi un momento difficilissimo.
Sono contento che ab­bia ascoltato il cuore, ha ascoltato tutte le persone che gli vogliono be­ne e che ha deciso di rimanere."
Ma il suo vero idolo, da sempre, è un altro grandissimo brasiliano, Ro­naldo:
"Ogni tanto lo sento, sono contento che sia tornato. Gli auguro di riuscire a tornare il vero Ronal­do, che possa fare be­ne per il Corinthians. Io credo che possa tornare a essere nuo­vamente il Fenome­no per eccellenza."
Pato e i suoi gol domani saranno ancora una volta fondamentali per cercare la vittoria scaccia-crisi che alimenti la rincor­sa al terzo posto.
Il brasiliano ha lan­ciato un appello ai tifosi del Milan che in questo periodo sono molto se­veri e critici con la loro squadra:
"Ai tifosi dico che noi siamo qua a impe­gnarci, che in campo diamo il nostro meglio, tutti giocano con il cuore per arrivare in Champions.
Solo che a volte ci possono essere partite diffi­cili, che nascono male, in cui noi fa­tichiamo a segnare e gli avversari lo fanno alla prima occasione.
Ma ga­rantisco ai tifosi che noi diamo sem­pre il meglio."
Nella crescita professionale e umana di Pato ha avuto un ruolo fon­damentale il cittì della Nazionale brasiliana, Carlos Dunga:
"a Pechi­no mi ha lasciato fuori perchè ha vi­sto che non ero in forma, dando giu­stamente spazio a giocatori che sta­vano meglio di me.
Questo mi è ser­vito molto per crescere, per matura­re. Ho ringraziato Dunga perchè an­che lui mi ha insegnato molte cose."
Corriere dello Sport Sabato 7 Marzo 2009


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