Il Brasile e il mondo tutti cantano inni per il talento di Pato, e come al solito, i giornalisti infiocchettano gli articoli con paragoni scomodi che alla prossima partita non eccellente, e non dico partita sbagliata ma solo non eccellente, saranno usati come armi contro quello stesso giocatore che ora è condotto sul carro del trionfo.
Speriamo che Alexandre non cada nel giochetto, mi ricordo che un giovane brasiliano arrivato qualche anno fa proprio a Milano e che aveva raggiunto la considerazione tale da essere indicato come il migliore centravanti del mondo e detto "l'imperatore di Milano", è uscito con le ossa rotte dalla centrifuga mediatica che gli si è rivoltata contro e non riesce più, purtroppo, a tornare ai suoi livelli.
A Pato auguriamo migliore sorte, ci uniamo ai canti di lode, e qui raccogliamo un po'delle reazioni comparse sulla stampa dopo la prestazione con il Brasile contro la Svezia.

Sono molto contento di essere sceso in campo ieri per la prima volta con la maglia della mia nazionale, visto che l`altra volta a causa del mio inforunio ho dovuto rinunciare alla convocazione. Sull'episodio del gol, ho visto la palla dietro di me e ho notato che il portiere era uscito, ho tirato e per fortuna la palla è entrata.

Fortuna o no, il suo exploit gli è valso un paragone particolarmente prestigioso, forse il più pesante per un brasiliano. "L'essere accostato a Pelè, che segnò nella finale del 1958 contro la Svezia, mi rende felice. Lui per me è un idolo, un fenomeno. In questo momento la mia carriera va bene e devo lavorare tanto per proseguire la mia avventura con la nazionale brasiliana. Sono molto contento per i complimenti che ho ricevuto da tante persone che mi dimostrano il loro affetto. Appena terminata la partita, sono entrato negli spogliatoi e ho telefonato subito a mio padre e a mia madre che erano molto felici per me".

Un impulso infantile, umano più che altro. Perchè Pato è un ragazzo appena maggiorenne, nonostante quanto fatto finora e il ruolo che si è subito ritagliato nell'entourage milanista. Definirla leadership sarebbe esagerato, certo è che a sentirlo parlare tutto si direbbe tranne che è appena atterrato sul pianeta rossonero. Extraterrestre sì (ben piu` dello stanco Rivaldo rossonero), ma già calato a dovere nella nuova realtà.
"Tornare a giocare all'Emirates Stadium, dove ho incontrato con il Milan l`Arsenal, mi ha reso un po' triste per il ricordo dell`eliminazione dalla Champions, ma mi ha fatto piacere avere vinto con la mia nazionale in quello stesso stadio. Adesso in campionato dobbiamo raggiungere l'obiettivo quarto posto, in modo da poter disputare di nuovo la Champions il prossimo anno".

Datasport.it
Un debutto da fenomeno.
L’esordio con gol di Alexandre Pato con la maglia del Brasile è di quelli che non si dimenticano.

Il 18enne attaccante del Milan, che è andato a segno ieri dopo appena 12 minuti nell’amichevole contro la Svezia a Londra (1-0), viene già paragonato ai più grandi della storia del calcio brasiliano. «I miei genitori mi hanno chiamato in lacrime dopo la partita», ha raccontato Pato dopo il match. «Anche io ero emozionato, tutto quello che raccolgo nella mia vita lo devo a loro, per come mi sono stati vicini e per l’educazione che mi hanno dato».

Il baby-fenomeno, in Nazionale come con la maglia del Milan, sembra essersi già abituato alla luce dei riflettori. Solo debutti in grande stile, vedi quello a San Siro contro il Napoli. Impossibile nascondersi, per uno pagato 22 milioni di euro quando era ancora minorenne.
La stampa brasiliana si è ovviamente scatenata: «Il debutto di una stella», ha titolato O Globo, mentre l’Estado di San Paulo ha parlato di «un grande gol che ha assicurato la vittoria al Brasile».

Pato entra così a far parte del ristretto gruppo di giocatori capaci di segnare almeno un gol al debutto con la maglia della nazionale. Un gruppetto che sembra già una garanzia per il suo futuro: ne fanno parte infatti Pelè, Zico, Rivaldo e Ronaldinho.

«Ma prima di diventare un fenomeno come loro avrò bisogno di molto tempo», confessa quasi imbarazzato il 18enne rossonero. Il ct Carlos Dunga sa di avere un asso nella manica in vista delle Olimpiadi di Pechino.

da La Stampa.it
Alexandre Pato è l'uomo del giorno in Brasile. Ieri il rossonero è stato decisivo al suo debutto in nazionale contro la Svezia, grazie al gol partita realizzato. E oggi la stampa brasiliana celebra il giovane fenomeno. 'O Globo', giornale di Rio de Janeiro, parla di 'oro puro', alludendo alle potenzialità del giovanissimo attaccante, e auspicando che venga convocato per i Giochi di Pechino e che possa diventare un punto fermo della selezione brasiliana. "L'attaccante dovrà essere titolare a Pechino, se manterrà la giusta umiltà", riporta il giornale sul suo sito internet. 'Folha de San Paulo' invita Dunga a portare Pato ai Giochi perchè "può esserne la stella".

da La Repubblica.it
La partita, di suo, aveva già un sapore speciale: 50° anniversario della finale dei Mondiali del 1958. Brasile-Svezia, allora, rivelò al mondo le magie di un certo Edson Arantes do Nascimiento, 17enne futuro Pelé. Mezzo secolo dopo il predestinato ha le fattezze di un papero, Pato, il cui gol decisivo di ieri a Londra ha solleticato le fantasie della stampa brasiliana.
Globoesporte, ad esempio, non usa troppi giri di parole. "Una prestazione che ricorda gli inizi di Pelé, Zico, Rivaldo e Ronaldinho". Quindi Pato paragonato, nell'ordine, a: il più grande (per molti) calciatore di ogni epoca, colui che è stato definito "Pelé bianco", e poi, per gradire, due Palloni d'Oro. Mica male, insomma. Il quotidiano sportivo brasiliano, inoltre, annota che al 10' del secondo tempo il pubblico dell'Emirates Stadium, forse annoiato dallo spettacolo non esaltante fin lì proposto dalla Seleçao, ha cominciato a gridare "Pato, Pato". Quando l'attaccante del Milan era ancora seduto a scaldare la panchina.
"Pato è stato nettamente più pericoloso di Luis Fabiano nonostante abbia giocato la metà del tempo". Questa l'analisi, più tecnica, di O'Globo, che aggiunge: "Deve andare per forza alle Olimpiadi". Sulla stessa lunghezza d'onda la Folha de S. Paulo, che invita Dunga a portare il Papero a Pechino, perché "può essere la stella dei Giochi". Un plauso speciale, comunque, i giornali lo regalano anche ad Anderson, centrocampista del Manchester United, entrato insieme a Pato e decisivo nel regalargli l'assist del gol.
Ma l'uomo del giorno è sempre lui, il giovanotto che il Milan ha acquistato a suon di milioni (ventidue) dall'Internacional di Porto Alegre. "Pato? Ha giocato una quarantina di partite da professionista, ma è già un grande". Parole e musica di Carlos Dunga dopo la vittoria sulla Svezia. L'occasione ideale per mostrarsi al mondo, come cinquant'anni prima aveva fatto un certo Pelé.

da La Gazzetta.it
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