Pantaleo Corvino l’aveva visto per primo e aveva capito tutto. Che Pato era un talento. Che sarebbe potuto diventare un campione. Che chiunque l’avesse preso, avrebbe fatto un affare. Ma il brasiliano costava troppo per la Fiorentina. L’ha ingaggiato il Milan, pagandolo 22 milioni di euro. Soldi ben spesi.
Prima di Natale, Ancelotti aveva confidato a Berlusconi che Pato è uno da trenta gol a stagione. Di sicuro è uno che il gol ce l’ha nel sangue. Ieri sera, a Firenze, lo spareggio Champions sarebbe finito con un pari che, ad un certo punto della partita, sembrava andar bene sia ai viola sia ai rossoneri.
La gara è stata aspra e combattuta, come si conveniva al confronto fra due grandi di un torneo dominato dall’Inter e che fatalmente vive i suoi momenti più interessanti quando si scatenano la corsa all’Europa e la lotta per la salvezza.
Ma a deciderla, prima che Kalac fosse decisivo con quella parata all’ultimo secondo, è stato il diciottenne con la maglia di Shevchenko che sotto rete non perdona mai e adesso segna anche in trasferta. Se il Milan coronerà la rincorsa al quarto posto, dovrà ringraziare Pato, sinora così provvidenziale da tenere in ambasce tutta la squadra quando s’è fatto male alla caviglia ed è uscito in barella piangendo per il dolore.
di Xavier Jacobelli
La distorsione alla caviglia sinistra rimediata domenica sera da Pato ha causato un brusco stop all`ascesa del brasiliano. Dopo aver realizzato il gol decisivo nel posticipo contro la Fiorentina la nuova stella del Milan ha subito un infortunio che potrebbe tenerlo lontano dal campo per oltre tre settimane. Pato è stato sottoposto alle prime indagini strumentali che hanno evidenziato un trauma distorsivo piuttosto serio, anche se solo nella giornata di martedì lo staff medico milanista rilascerà un bollettino ufficiale riguardante le condizioni del giocatore.

Nella migliore delle ipotesi il brasiliano salterà le tre partite di campionato contro Siena, Livorno (recupero della 16.a giornata) e Parma, in calendario tra il 10 e il 16 febbraio. Visti i problemi fisici di Ronaldo e Inzaghi e la squalifica per una giornata in arrivo a Gilardino, per Carlo Ancelotti è ufficialmente scattata l`emergenza attaccanti (neanche Kakà non eè in ottime condizioni). Il tecnico spera di poter avere di nuovo a disposizione Alexandre Pato per la gara d'andata degli ottavi di Champions League, il 20 febbraio a Londra con l`Arsenal. Bisognerà aspettare l'esito degli esami approfonditi. Nel frattempo a Milanello tutti incrociano le dita.
di P.Castoldi
Quattro gol in sei partite, tanto basta per aver convinto tutti che aveva ragione Galliani quando sosteneva che il vero colpo di mercato della stagione era stato l'ingaggio del giovane brasiliano Pato.

Con la maglia numero 7 sulle spalle, quella che fu di Shevchenko, lo scorso anno Oliveira aveva messo a segno appena tre gol, confermando quanto pesante potesse essere raccogliere l'eredità dell'ucraino. Pato, al contrario, con la spavalderia e la leggerezza dei suoi diciotto anni ha confermato quello che tutti si aspettavano che sapesse fare: segnare. E visto che nel calcio, se fai l'attaccante, la sola cosa che conta è il gol, miglior biglietto da visita non poteva trovare.

Il momento magico, però, deve adesso subire un piccolo stop, colpa della distorsione alla caviglia rimediata nella partita contro la Fiorentina. Un infortunio che lo costringe, come anche Kakà, a saltare la prima convocazione nella nazionale maggiore per l'amichevole del 6 febbraio.

Quarantotto ore per valutare l'entità dell'infortunio, uno stop probabile di quindici venti giorni, allarmano il Milan più per l'emergenza in attacco per lo stato di salute delle sue punte che per le vere condizioni del brasiliano che, a questo punto, si candida seriamente a diventare la grande rivelazione di questo campionato.
da Sportal.com


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