Pato. Non Beckham, non Kakà, e nemmeno Ronaldihno che se ne sta in panchina ma chi se ne accorge. Pato. C'è lui che si mette in parentesi tra Kakà e Kakà, in mezzo ad un monopolio di voci e grida, di Galliani che "pondera" di qua e della curva che "pondera" di là, all'esterno del Meazza.
È Pato che dà, forse, ragione ad Ancelotti quando si lancia in un "siamo forti anche senza Kakà" che pare già un mezzo coccodrillo.
Per dire, è il 7' quando Jankulovski libera Pato a sinistra, e quello mira il palo lontano rasoterra, dritto per dritto.
È il gol che interrompe un infinito "non si vende Kakà". 30 secondi di festa e poi tutti di nuovo a cantare la litania di protesta. Se Pato è il protagonista del film ombra, figuriamoci la Fiorentina, che si trova implicata in una faccenda più grande di lei, senza Mutu e Frey.
Ne esce male la squadra di Prandelli, sconfitta in un lampo, e poi affannata a rincorrere il pari.
Tutto Sport Domenica 18 Gennaio 2009











0 commenti
Posta un commento