Pato offre tre punti al Milan, firmando l'1-0 alla Fiorentina. In una partita fantasma, all'ombra dei 120 milioni di euro che lo sceicco del City ha infilato nei pensieri di Kakà e Berlusconi.
Pato. Non Beckham, non Kakà, e nemmeno Ronaldihno che se ne sta in panchina ma chi se ne accorge. Pato. C'è lui che si mette in parentesi tra Kakà e Kakà, in mezzo ad un monopolio di voci e grida, di Galliani che "pondera" di qua e della curva che "pondera" di là, all'esterno del Meazza.
È Pato che dà, forse, ragione ad Ancelotti quando si lancia in un "siamo forti anche senza Kakà" che pare già un mezzo coccodrillo.


Lui, la stellina brasiliana più veloce delle stelle rossonere, non pondera. Lui segna e batte la Fiorentina, lasciandola 5 punti più dietro nella rincorsa alla Champions. Ma non vince il risentimento della gente, i nervi scoperti del pubblico che sventola soldi in faccia a Galliani in tribuna.
Per dire, è il 7' quando Jankulovski libera Pato a sinistra, e quello mira il palo lontano rasoterra, dritto per dritto.
È il gol che interrompe un infinito "non si vende Kakà". 30 secondi di festa e poi tutti di nuovo a cantare la litania di protesta. Se Pato è il protagonista del film ombra, figuriamoci la Fiorentina, che si trova implicata in una faccenda più grande di lei, senza Mutu e Frey.
Ne esce male la squadra di Prandelli, sconfitta in un lampo, e poi affannata a rincorrere il pari.
Tutto Sport Domenica 18 Gennaio 2009


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